

Il lotto è costituito da 113 piante di alto fusto, di cui tutte pioppi.

Divieto di rilasciare certificati ai privati per la pubblica amministrazione e gestori di servizi pubblici.
Presso la Sala della Nuova Torre in Via P. Cossavella 02.

E' stato sottoscritto un appello per il Tribunale di Ivrea, una risorsa del territorio da salvaguardare. Presente anche il Presidente della Provincia Antonio Saitta

Fino al 20 febbraio si raccolgono le iscrizioni alla scuola dell'infanzia ( materna ) ed alla scuola primaria ( elementare ).
La mostra sarà allestita presso il centro culturale " La Nuova Torre " in Via Pietro Cossavella,02. Ingresso libero.

Pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale la legge di conversione del decreto Monti ( manovra salva- Italia ).

In questo giorno la raccolta è sospesa

Il paese di Bollengo si estende fra la Serra e la Serretta a 255 m. sul livello del mare, dista 6 km da Ivrea e 24 da Biella.
Il Campanile romanico di San Martino si trova in mezzo ad un ampio pianoro con vista sulle montagne della Valle d'Aosta e sta solitario come una sentinella al limite tra il bosco di castagno che lo sovrasta a monte e la distesa di prati che lo circonda, a mezza costa sul fianco sud della Serra quasi a vegliare i paesi sparsi nell'ampia pianura sottostante. Il campanile di San Martino é l' ultimo resto della chiesa omonima nei pressi della quale sorgeva il borgo medievale di Paerno.
Per quanto non si abbiano notizie certe sulle origini, le caratteristiche architettoniche dell'edificio inducono a collocarle nell'XI° secolo. Il primo documento che riguarda la chiesa di San Martino risale alla fondazione nel 1250 del borgo fortificato di Bollengo, per volontà della città di Ivrea. In quella circostanza si ingiunse alla popolazione di Paerno e di altri abitati vicini di abbandonare le proprie case e di trasferirsi nel nuovo borgo. In pochi decenni a Paerno non rimase altro che la chiesa in pietra col suo campanile, destinata tuttavia a permanere a lungo come luogo di culto per la popolazione locale, tradizionalmente devota al santo dedicatario. Il progressivo degrado della costruzione è documentato da un testo del 1477, anno in cui essa cessa di essere parrocchia autonoma e continua a funzionare soltanto come oratorio. Nel 1731 un decreto vescovile ordina la demolizione della chiesa, "divenuta quasi spelonca di briganti". Rimane, solitario, il campanile le cui "Ciocaron" da secoli non fanno più sentire i loro rintocchi.